GUIDA alle PRESTAZIONI PREVIDENZIALI dopo il PENSIONAMENTO -anno 2021

Caro Socio,

siamo al terzo appuntamento annuale con le nostre GUIDE.

La FAP ACLI di Ancona,  nello svolgimento del suo ruolo di rappresentanza sindacale ed a tutela degli anziani e  pensionati, si promuove anche nell’approfondimento di tematiche previdenziali che possono coinvolgere la sfera personale o familiare o di semplici conoscenze.

Quest’anno abbiamo voluto realizzare  questa nuova GUIDA dedicandola  alle prestazioni previdenziali che potrebbero spettare dopo il pensionamento: 

  • Il SUPPLEMENTO di pensione
  • La PENSIONE SUPPLEMENTARE
  • La RICOSTITUZIONE contributiva
  • La RICOSTITUZIONE reddituale
  • IL TRATTAMENTO MINIMO
  • La MAGGIORAZIONE SOCIALE
  • La SOMMA AGGIUNTIVA (quattordicesima)
  • L’IMPORTO AGGIUNTIVO
  • Il CUMULO della PENSIONE con i REDDITI
  • MODELLI RED
  • DICHIARAZIONI PERIODICHE PER PENSIONATI INVALIDI CIVILI
  • ASSEGNO AL NUCLEO FAMILIARE AI PENSIONATI ex lavoratori dipendenti
  • QUOTE DI MAGGIORAZIONE AI PENSIONATI ex lavoratori autonomi

Il Patronato ACLI offre ai soci FAP Acli l’assistenza gratuita nella verifica del diritto alla prestazione, nella compilazione della domanda e nella sua trasmissione all’INPS

IL SUPPLEMENTO DI PENSIONE

 CHE COS’È

Il supplemento è un incremento della pensione liquidato, a domanda, in base all’accredito di periodi contributivi successivi alla data di decorrenza della pensione medesima 

A CHI SPETTA 

1.Spetta ai titolari di pensione di vecchiaia anticipata, supplementare o di assegno ordinario di invalidità che continuano a lavorare e sono iscritti a:

  • l’Assicurazione Generale Obbligatoria sia se come lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti, Coltivatori Diretti) che come dipendenti (nel FPLD: Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti);
  • Gestione Separata Inps;
  • Gestione dei lavoratori spettacolo e sport (ex Enpals).

2.Spetta anche a coloro che sono stati collocati in pensione beneficiando dell’istituto della totalizzazione (dlgs 42/2006) o  cumulo dei periodi assicurativi (legge 228/2012).
Questi ulteriori contributi possono essere valorizzati successivamente alla decorrenza della pensione purché versati in una delle gestioni interessate dal cumulo pensionistico e sempre che tale gestione preveda nel proprio ordinamento tale istituto. In tale caso il supplemento dovrà essere liquidato secondo le regole della gestione dove risultano accreditati i contributi successivi alla decorrenza della pensione in totalizzazione o in cumulo ( messaggio inps 8959/2011; Circolare Inps 120/2013)

  • Spetta agli eredi aventi diritto alla pensione di reversibilità in caso di decesso del pensionato.

In questo caso il supplemento di pensione maturato dal deceduto si aggiunge all’importo della pensione di reversibilità. 

ESCLUSIONI

Sono esclusi dal diritto al supplemento:

  • Iscritti ai Fondi Sostitutivi dell’AGO
  • Iscritti ai Fondi Esclusivi dell’AGO

Attenzione:Casse Professionali: dipende dal Regolamento della Cassa. In genere dopo 2 o 3 anni dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento CALCOLOPer la determinazione dell’ importo del supplemento, vengono seguiti i criteri generali delle pensioni:

  • Con il sistema retributivo per i contributi riferiti al periodo precedente al 31 dicembre 1995.

Coloro che  entro questa data avessero maturato 18 anni di contributi beneficeranno del sistema retributivo fino al 31 dicembre del 2011

  • con il sistema contributivo per gli importi successivi al 1° gennaio 1996 esteso anche a coloro che prima di questa data non avessero raggiunto i 18 anni di contribuzione
  • con il sistema contributivo per i contributi versati dal 1° gennaio 2012 per tutti.

  IMPORTOL’importo del supplemento dipende dai contributi versati dal pensionato che ha continuato a lavorare. È importante sottolineare che esso potrebbe essere assorbito dall’integrazione al trattamento minimo nel caso in cui l’assegno previdenziale ne benefici. In tal caso si potrebbe avere un assorbimento totale – e quindi l’importo dell’assegno pensionistico resterà invariato – oppure un assorbimento parziale con il quale al pensionato è corrisposta l’eccedenza.Va precisato, inoltre, che la legge n. 449/1997 ha introdotto la facoltà per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori) già titolari di pensione diretta Inps, che hanno compiuto più di 65 anni di età, la possibilità di richiedere di pagare il 50% dei contributi previdenziali (in riferimento ai contributi fissi). In questo caso l’eventuale supplemento di pensione sarà ridotto in proporzione 

TERMINI PER LA RICHIESTA DEL SUPPLEMENTOEsistono termini differenti a seconda del Fondo di appartenenza: 

FPLD (Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti) e Gestioni autonome per contributi versati sempre nella stessa gestione che ha generato la pensione:

  • Termine ordinario di 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento
  • Termine breve di 2 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento a condizione che sia stata compiuta l’età pensionabile prevista nella gestione in cui si chiede il supplemento.

Il termine breve può essere utilizzato una sola volta

FPLD per contributi versati nelle Gestioni Speciali:Il primo supplemento su pensioni del FPLD (Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti) per contributi versati nelle gestioni speciali per lavoratori autonomi (Commercianti,  Artigiani, Coltivatori Diretti) può essere erogato solo:

  • al compimento dell’età stabilita per il pensionamento per vecchiaia nelle Gestioni Speciali e dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento.
  • per una sola volta dopo che siano trascorsi anche solo due anni dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento (sia esso il primo o uno dei successivi).

Gestione Separata Inps

  • La liquidazione del supplemento può essere richiesta per la prima volta quando sono decorsi due anni dalla data di decorrenza della pensione
  • successivamente, dopo cinque anni dalla data di decorrenza del precedente supplemento.
  • Non è necessario aver compiuto l’età pensionabile per la vecchiaia previsto nella gestione.

Gestioni Ex Enpals:

  • si applica quanto previsto per l’AGO, ossia termine ordinario di 5 anni e termine breve di 2 anni ma solo per chi ha raggiunto l’età pensionabile di vecchiaia.

Inpgi:

  • Può essere richiesto dopo 2 anni dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento

In deroga, il supplemento può essere liquidato al momento della cessazione del rapporto di lavoro..

DECORRENZAIl supplemento della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda sempre che a tale data si sia in presenza dei requisiti previsti dalla legge.

LA PENSIONE SUPPLEMENTARE

CHE COS’È

E’ una prestazione economica liquidata, a domanda, al lavoratore che può far valere contribuzione accreditata nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti non sufficiente a perfezionare il diritto ad un’altra pensione (vecchiaia o assegno ordinario di invalidità) con i requisiti contributivi normalmente richiesti.

 A CHI SPETTA

  • ai lavoratori titolari di un conto assicurativo presso l’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) già titolari di :
  • pensione a carico di un Fondo sostitutivo, esclusivo o esonerativo dell’AGO (Stato, Enti locali, Fondo elettrici, telefonici ecc.)
  • pensione a carico del fondo di previdenza del Clero secolare per i ministri del culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica;
  • agli iscritti alla gestione separata qualora non raggiungono i requisiti per il diritto ad un’autonoma pensione nella gestione stessa, se titolari di una pensione a carico dell’AGO, delle forme esclusive e sostitutive della medesima, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi nonché delle gestioni previdenziali obbligatorie dei liberi professionisti

 Attenzione:

Ex Gestioni Enpals:

i fondi gestiti dall’Ex Enpals (lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti) e ormai confluiti nell’Inps hanno regole particolari: in virtù della convenzione del 1973 le predette gestioni erogano la pensione supplementare su pensioni liquidate dalle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’AGO nonchè a carico dei fondi speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti).
Da notare che non esiste la pensione supplementare nel caso di contribuzione tra FPLD e gestioni Enpals dato che la contribuzione tra le due assicurazioni viene cumulata d’ufficio per la predetta convenzione( Circolare Inps 83/2016).

La pensione supplementare può dar luogo alla pensione ai superstiti ma non dà diritto all’Integrazione al Trattamento Minimo
ESCLUSIONI

Sono esclusi dal diritto alla pensione supplementare nell’AGO

  • i titolari di pensione a carico di Casse e Fondi per liberi professionisti (medici, avvocati, ingegneri…;
  • i titolari di pensione a carico della Gestione lavoratori dello spettacolo per i quali è previsto un solo trattamento pensionistico per tutta la contribuzione versata presso le due gestioni;
  • i titolari di pensione estera di un Paese non convenzionato con l’Italia;
  • i titolari di pensione estera di un Paese convenzionato, in quanto godono del diritto alla totalizzazione dei periodi di lavoro svolti all’estero o in Italia e alla conseguente liquidazione della pensione pro-rata.
  • i titolari di pensione a carico della Gestione Separata dei lavoratori parasubordinati.

 REQUISITI

Per ottenere la pensione è necessario:

  • essere già titolare o avere in corso di liquidazione una pensione principale a carico di un Fondo sostitutivo, esclusivo o esonerativo dell’AGO;
  • avere almeno 1 contributo settimanale o mensile versato nell’AGO;
  • non possedere i requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti per ottenere la pensione autonoma;
  • aver compiuto l’età pensionabile prevista per la pensione di vecchiaia nel fondo dove si chiede la pensione supplementare;
  • avere cessato il rapporto di lavoro dipendente.
  • In caso di pensione supplementare di invalidità è necessario essere in possesso del requisito sanitario previsto per ottenere l’assegno ordinario di invalidità (capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale).

CALCOLO

L’importo della pensione viene determinato con il sistema di calcolo:

  • retributivo, se la contribuzione versata nell’AGO si riferisce a periodi solo antecedenti l’ 1.1.1996;
  • misto (una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo), se il lavoratore può far valere contribuzione versata nell’AGO sia per periodi antecedenti il 1.1.1996 sia per periodi successivi al 31.12.1995;
  • contributivo, se la contribuzione si riferisce unicamente a periodi successivi al 31.12.1995 o al 31.12.2011 (La pensione supplementare liquidata con contribuzione versata dal 1° gennaio 1996 è calcolata con il sistema contributivo indipendentemente dal sistema di calcolo utilizzato per la liquidazione del trattamento pensionistico principale.

SUPPLEMENTO

Il versamento di ulteriori contributi successivi alla decorrenza della pensione supplementare dà diritto ad un supplemento di pensione.

DECORRENZA

La pensione supplementare decorre:

  • dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda o del riconoscimento del requisito sanitario, nel caso di pensione di invalidità;
  • dal 1° giorno del mese successivo al decesso, in caso di pensione supplementare ai superstiti.

DIFFERENZA tra Supplemento e Pensione Supplementare

Queste due prestazioni, pur sembrando uguali, sono sostanzialmente differenti: il supplemento dipensione è un’aggiunta al trattamento principale, non una prestazione differente.

Il trattamento si consegue difatti se il pensionato lavoratore continua a versare i contributi presso la stessa forma assicurativa che eroga la pensione.

la pensione supplementare è una pensione aggiuntiva e diversa che si consegue invece quando il pensionato versa i contributi presso una forma assicurativa differente. 

 

LA RICOSTITUZIONE CONTRIBUTIVA

 CHE COS’È

La ricostituzione della pensione consente la rideterminazione dell’importo di pensione per effetto di riconoscimento di contribuzione (figurativa, obbligatoria, volontaria,da riscatto) non valutata in prima liquidazione, oppure della modifica del valore retributivo e/o contributivo già considerato in prima liquidazione.

 A CHI SPETTA

La domanda può essere presentata dai pensionati pubblici e privati oppure può essere effettuata d’ufficio dagli Istituti. 

CALCOLO

In fase di ricostituzione, sia a domanda che d’ufficio, la pensione sarà ricalcolata in base alle norme vigenti al momento della decorrenza originaria e possono determinare una modifica dell’importo, a calcolo, della pensione dalla decorrenza originaria (in aumento o in diminuzione)

 MODALITA’

Le pensioni possono essere ricostituite per i seguenti motivi:

  • variazione dei dati retributivi utilizzati per il calcolo della pensione
  • variazione dei dati contributivi per accreditamento o annullamento di contribuzione che si colloca prima della decorrenza

 DOMANDA

La ricostituzione della pensione può avvenire:

  • su domanda dell’interessato
  • su iniziativa dell’Ente previdenziale nei casi in cui la contribuzione viene accreditata d’ufficio senza la necessità di intervento del pensionato.

TERMINI

La domanda di ricostituzione, proposta dopo il pensionamento, non è sottoposta ad alcun limite di decadenza per il riconoscimento del diritto. 

ARRETRATI

Le  somme liquidate a titolo di arretrati sono legate a 2 diversi termini ordinari di  prescrizione.

  • Per le variazioni a credito la prescrizione è di cinque anni (D.L. n. 98/2011 convertito il Legge n° 111/2011 con decorrenza 07/07/2011))
  • Per le variazioni a debito la prescrizione è di dieci anni (non trovano applicazione le novità introdotte dal D.L. 98/2011 ma si applica la normativa sul recupero degli indebiti pensionistici.)

Attenzione:

Per quanto riguarda le prestazioni di invalidità civile i ratei già liquidati e non riscossi sono soggetti alla prescrizione quinquennale, mentre i ratei non ancora liquidati sono assoggettati alla prescrizione decennale ordinaria.

LA RICOSTITUZIONE REDDITUALE

CHE COS’È

la ricostituzione reddituale è un ricalcolo della pensione in seguito ad una variazione del reddito personale e/o familiare che dà diritto ad ottenere alcune prestazioni o a modificare quelle già esistenti.

A CHI SPETTA

La ricostituzione reddituale riguarda solo alcune prestazioni:

  • pensione ai superstiti
  • pensione di invalidità
  • assegno sociale
  • parti di esse (le cosiddette prestazioni accessorie, come l’integrazione al minimo e la maggiorazione sociale) che sono poste in pagamento pienamente o in misura ridotta in base ad un requisito reddituale

TIPOLOGIE DI RICOSTITUZIONE REDDITUALE

  • ricostituzione reddituale per l’integrazione al trattamento minimo
  • ricostituzione reddituale per  la maggiorazione sociale
  • ricostituzione reddituale per la somma aggiuntiva (c.d. “ quattordicesima mensilità”)
  • ricostituzione reddituale per l’importo aggiuntivo

IL TRATTAMENTO MINIMO

 CHE COS’E’

L’integrazione al Trattamento Minimo è una prestazione economica che l’Inps riconosce a chi ha una pensione molto bassa, al di sotto del cosiddetto minimo vitale (per l’anno 2022 la pensione integrata al T.M. è di € 515,58)

A CHI SPETTA

L’integrazione al trattamento minimo spetta sulle pensioni dirette o indirette liquidate con il sistema retributivo o misto ed anche contributivo ma solo su quelle ottenute dalle lavoratrici che hanno optato per l’opzione donna.Pensioni erogate:

  • dall’AGO,
  • dai fondi speciali per i lavoratori autonomi,
  • dai fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria

Sono escluse:

  • le pensioni supplementari,
  • gli assegni di invalidità (che possono essere integrati ma entro determinati limiti)
  • le pensioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo
  • le pensioni degli aderenti all’opzione contributiva (ad eccezionale l’”opzione donna”)
  • le pensioni liquidate nella Gestione Speciale dell’Inps
  • l’APE sociale

REDDITI da dichiarare

  • Il reddito da considerare è il reddito assoggettabile all’IRPEF (con la sola eccezione della pensione da integrare al minimo e del reddito della casa di abitazione; dei redditi esenti (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili, trattamenti di famiglia ecc..), degli arretrati soggetti a tassazione separata (trattamento di fine rapporto, buonuscita, arretrati da lavoro riferiti ad anni precedenti).

REDDITI limiti

Per verificare il diritto all’integrazione al trattamento minimo occorre considerare:

  • I redditi personali del pensionato  non coniugato per le pensioni con decorrenza entro il 1993
  • INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO – LIMITE DI REDDITO PERSONALE
    Anno Integrazione Intera Integrazione parziale Nessuna Integrazione
    2021 fino a € 6.702.54 da € 6.702.54 e fino a € 13.405,08 oltre € 13.405,08

     

    • I redditi del pensionato e del coniuge non legalmente ed effettivamente separato per le pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994
    INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO – LIMITE DI REDDITO CONIUGALE
    Anno Integrazione Intera Integrazione parziale Nessuna Integrazione
    2021 fino a € 26.810,16 da €  26.810,16 e fino a € 33.512,70 oltre € 33.512,70

     

    • I redditi del pensionato e del coniuge non legalmente ed effettivamente separato per le pensioni con decorrenza successiva all’anno 1994
    INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO – LIMITE DI REDDITO CONIUGALE
    Anno Integrazione Intera Integrazione parziale Nessuna Integrazione
    2021 fino a € 20.107,62 da € 20.107,62 e fino a € 26.810,16 oltre € 26.810,16

      Importante:

  • L’integrazione può spettare anche in misura parziale fino a non superare il limite di reddito richiesto
  • per il diritto all’integrazione, prima si considerano i redditi del titolare in rapporto al limite individuale e poi si considera il totale dei redditi della coppia
  • Se l’Integrazione al Minimo viene concessa per la prima volta si considera il reddito conseguito nello stesso anno della richiesta
  • Per la verifica del diritto all’integrazione al minimo in ciascuno degli anni successivi l’Inps considera i redditi da casellario relativi alle pensioni dell’anno in corso e per gli altri redditi non da casellario considera l’anno precedente
  • Qualora un soggetto sia titolare di più pensioni, l’integrazione spetta su una sola pensione ed è liquidata seguendo determinati criteri .

REDDITI verifica

La verifica dei redditi da parte del titolare avente diritto all’integrazione al trattamento minimo non viene fatta solo all’atto della liquidazione della pensione, ma anno per anno.ll pensionato è tenuto a denunciare annualmente all’INPS il proprio reddito e –se del caso –quello coniugale con la presentazione del modello RED.

CRISTALLIZZAZIONE DEL RATEO

Ai sensi dell’articolo 6, comma 7 della legge 638/1983 l’importo del rateo integrato erogato alla data della cessazione del diritto all’integrazione viene conservato sino al suo superamento per effetto dell’applicazione delle disposizioni riguardanti la perequazione automatica delle pensioni. In altri termini se il pensionato perde il beneficio dell’integrazione al minimo (ad esempio per superamento dei vincoli di reddito) questi continuerà a vedersi corrispondere un rateo nella misura fissata al momento della cessazione del diritto all’integrazione.

MAGGIORAZIONE SOCIALE

La pensione integrata al minimo può essere ulteriormente incrementata per effetto della maggiorazione sociale e dell’incremento al milione.

RICOSTITUZIONE REDDITUALE

LA MAGGIORAZIONE SOCIALE

 

 CHE COS’E’

La maggiorazione sociale è un particolare incremento della pensione concesso ai pensionati che abbiano compiuto 60 anni e versino in condizioni sociali disagiate.

A CHI SPETTA

La maggiorazione sociale spetta a tutti coloro che:

  • siano stati dipendenti privati, pubblici o autonomi;
  • siano titolari di:
  • pensione di vecchiaia;
  • pensione anticipata
  • assegno ordinario di invalidità;
  • pensione di inabilità;
  • pensioni ai superstiti;
  • siano titolari di trattamenti assistenziali quali:
  • assegno sociale;
  • pensioni agli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti

Importante:

sono esclusi da tale prestazione i titolari di pensione a carico della Gestione Separata INPS

REQUISITI

  • aver compiuto 60 anni di età;
  • versare in condizioni di disagio economico non superando i limiti riportati in tabella:

LIMITI REDDITUALI

Il pensionato deve rispettare un determinato limite di reddito annuo:

  • personale pari al valore del trattamento minimo Inps
  • coniugale pari al valore del trattamento minimo Inps incrementato del valore dell’assegno sociale annuo.

Importante:

  • Tutte le maggiorazioni vengono concesse in misura tale da non comportare il superamento dei limiti di reddito previsti per la concessione del beneficio.
  • L’importo della maggiorazione è determinato dalla differenza tra l’ammontare del limite di reddito ed il reddito percepito dal richiedente diviso per 13 mensilità.

REDDITI DA CONSIDERARE

Per la determinazione dei redditi (personali e coniugali) rilevanti ai fini della concessione del beneficio, indipendentemente dalla prestazione sulla quale venga attribuita la maggiorazione sociale, i seguenti redditi:

  • redditi assoggettabili all’Irpef (con esclusione della casa di abitazione) sia a tassazione corrente che a

tassazione separata;

  • redditi tassati alla fonte come BOT, CCT, ecc., redditi esenti, sia del titolare che del coniuge (anche quindi i

redditi delle pensioni dei coniugi).

IMPORTO

La maggiorazione sociale è fissa e non sono soggette a tassazione, quindi sono  esenti da Irpef.Il riconoscimento delle maggiorazioni sociali prevede tre step in base all’età del pensionato: il primo scatta al compimento dei 60 anni di età, il secondo ai 65 anni e il terzo al superamento dei 70 anni.L’importo cambia a seconda dell’età del pensionato ed è corrisposto per 13 mensilità:

  • maggiorazione fino a €. 25,83 per ultra 60enni
  • maggiorazione fino a €. 82,64 per ultra 65enni
  • maggiorazione fino a €. 136,44 per gli:
  • ultra 70enni (età ridotta al massimo di 65 con il meccanismo consistente nella riduzione di un anno ogni 5 anni di contribuzione o frazioni
  • ultra 60enni invalidi civili totali, sordomuti, ciechi assoluti
  • ultra 60enni inabili secondo la legge 222/1984.

Importante:

A partire dalla soglia dei 70 anni la maggiorazione sociale si differenzia in due importi:

  • € 124,44 se il pensionato riceve la quattordicesima
  • € 136,44 se il pensionato non riceve la quattordicesima
    LA MAGGIORAZIONE SOCIALE DEI TRATTAMENTI MINIMI
    Anno 2021 Importo mensile della maggiorazione  (x 13 mesi) Limite di reddito personale Limite di reddito coniugale
    da 60 anni a 64 anni 25,83 7.038,33 13.021,97
    Da 65 anni a 69 anni 82,64 7.776,86 13.760,50
    Da 70 anni (senza 14^) 136,44 (ex incremento al milione) 8.476,26 14.459,90
    Da 70 anni (con 14^) 123,77 (ex incremento al milione) 8.476,26 14.459,90
    ·          Per gli over 70, il requisito può essere ridotto fino a 65 anni in presenza di contribuzione (1 anno di età ogni 5 anni di contributi)

    ·          Per i titolari di pensione di inabilità (L. 222/1984), invalidi civili totali o sordomuti o ciechi assoluti, il requisito è fissato a 60 anni

    ·          Ovviamente, sono escluse dal diritto all’incremento le pensioni di importo superiore a 651 euro mensili  (1 milione di lire)

 

RICOSTITUZIONE REDDITUALE 

LA SOMMA AGGIUNTIVA

(quattordicesima mensilità)

COS’E’?

La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva corrisposta dall’INPS in favore delle pensioni piu’ basse una volta l’anno nella mensilità di luglio. 

A CHI SPETTA

La quattordicesima spetta ai titolari di uno o più trattamenti pensionistici che abbiano un’età pari o superiore ai 64 anni e che siano titolari di pensioni a carico:

  • dell’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti,
  • delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi,
  • della gestione separata,
  • delle forme sostitutive, esclusive dell’Inps
  • del Fondo Clero

 CHI E’ ESCLUSO

Sono esclusi dal beneficio:

  • gli assegni e le pensioni sociali
  • le prestazioni di natura assistenziale (invalidità civili, gli assegni sociali, rendite Inail)

 REQUISITI
Per il diritto alla quattordicesima, vengono considerati:

  • l’età che deve essere pari o superiore ai 64 anni
  • la fascia di reddito posseduta dal pensionato, una inquadrata entro un limite di reddito pari a 1,5 volte il TM (€ 10.003,69), l’altra invece fino a 2 volte il TM (€ 13.338,26).il solo reddito personale del pensionato (non si valuta il reddito dell’eventuale coniuge)
  • l’anzianità contributiva complessivamente maturata nella gestione in cui è stata liquidata la pensione, cioè da dipendente o da autonomo

 REQUISITO Reddituale
Sono considerate due diverse fasce reddituali determinate sulla base del trattamento minimo mensile che ammonta a € 515,58 nell’anno 2021.
              Redditi inferiori a una volta e mezzo l’importo annuo del trattamento minimo pari a € 10.053,81

Lavoratori dipendenti

(anni di contribuzione)

Lavoratori autonomi

(anni di contribuzione)

Somma Aggiuntiva
Fino a 15 anni Fino a 18 anni 437,00
Sopra i 15 anni e fino a 25 Sopra i 18 anni e fino a 28 546,00
Oltre i 25 anni Oltre i 28 anni 655,00

               Redditisuperiori a una volta e mezzo e inferiori a due volte l’importo annuo del trattamento minimo         pari di € 13.405,08 

Lavoratori dipendenti

(anni di contribuzione)

Lavoratori autonomi

(anni di contribuzione)

Somma Aggiuntiva
Fino a 15 anni Fino a 18 anni 336,00
Sopra i 15 anni e fino a 25 Sopra i 18 anni e fino a 28 420,00
Oltre i 25 anni Oltre i 28 anni 504,00

Importante:

-Nel caso di compimento dei 64 anni nel corso dell’anno la “quattordicesima” viene rapportata ai soli mesi successivi al compimento del 64^ anno di età.-Se il reddito personale supera il limite ma sia comunque inferiore al reddito incrementato dell’importo degli aumenti  l’aumento sarà erogato in misura tale da non superare quest’ultima soglia.

  DOMANDA

In generale il pensionato non deve fare alcuna domanda  per ottenere questo beneficio che, di norma, viene erogato automaticamente in base alle dichiarazioni reddituali (modelli RED) già acquisite.

 

RICOSTITUZIONE REDDITUALE

L’IMPORTO AGGIUNTIVO

CHE COS’E’

L’importo aggiuntivo di € 154,94 è un’erogazione supplementare alla pensione e riconosciuta a chi percepisce una o più pensioni con un importo complessivo non superiore al trattamento minimo e che si trovi in determinate condizioni reddituali.

A CHI SPETTA

L’importo aggiuntivo spetta ai titolari di tutte le pensioni erogate dall’INPS con l’esclusione dei trattamenti assistenziali (pensioni e assegni sociali, prestazioni agli invalidi civili), delle pensioni dei dipendenti degli enti creditizi, dei dirigenti d’azienda e dei trattamenti non aventi natura di pensione, assegni di esodo e l’ipopensione e le pensioni supplementari.

CONDIZIONI

Si può usufruire dell’importo aggiuntivo in presenza di alcune condizioni che devono verificarsi insieme.

L’importo annuo della pensione
Non deve superare un importo pari al  valore annuo del trattamento minimo (per l’anno 2021 € 6.702,54) incrementato di  154,94 euro (per l’anno 2021 uguale a  € 6.857,48)

Il reddito personale complessivo
Non deve superare un importo pari a una volta e mezzo il trattamento minimo vigente nell’anno (per l’anno 2021 uguale a € 10.053,81)

Il reddito dei coniugi
Non deve superare un importo pari a tre volte il trattamento minimo vigente nell’anno  (per l’anno 2021 uguale a € 20.107,62)

anno Aumento massimo limite importo complessivo annuo delle pensioni
2021 154,94 6.857,48
 

L’importo aggiuntivo viene attribuito a condizione che:

 

 

Se il pensionato è solo, il reddito IRPEF

comprensivo delle sue pensioni non superi il

limite di euro:

 

 

Se pensionato è coniugato, il reddito IRPEF comprensivo delle pensioni non superi il limite

di euro:

  10.053,81 20.107,62
 

Importante:

Devono essere sempre rispettati i  limiti reddituali: i redditi personali  e/o coniugali fermo restando che in quest’ultimo caso non deve comunque essere superato il reddito personale.

 

 REDDITI

Il reddito da prendere in considerazione per la verifica del limite individuale e coniugale è il reddito assoggettabile all’IRPEF dell’anno di erogazione della prestazione, compresa la pensione stessa.Il reddito è considerato al lordo di qualsiasi detrazione comunque specificata (oneri deducibili, detrazioni/deduzioni d’imposta) e al netto del soli contributi previdenziali e assistenziali.Nel computo dei redditi vanno compresi anche quelli conseguiti all’estero o derivanti da lavoro presso organismi internazionali che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettati all’IRPEF.

REDDITI ESCLUSI

reddito della casa d’abitazione e relative pertinenze, pensioni di guerra e degli invalidi civili, le indennità di accompagnamento, le rendite INAIL, gli interessi bancari e dei titoli di Stato, i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, i redditi soggetti a tassazione separata.

 DOMANDA

Per ricevere l’importo aggiuntivo di 154,94 euro a dicembre non bisogna presentare alcuna domanda, visto che la corresponsione è attribuita d’ufficio se spettante.Se ne ricorrono i requisiti, il pensionato può fare apposita domanda di ricostituzione della pensione 

CUMULO PENSIONE – LAVORO

 CHE COS’E’?

E’ la possibilità di cumulare la pensione con eventuali redditi da lavoro autonomo o dipendente.E’ possibile riprendere a lavorare sia part time che full time, sia da autonomo che da dipendente o parasubordinato.E’ possibile essere riassunto presso il vecchio datore di lavoro o uno nuovo. 

QUALI PENSIONI SONO INTERESSATEsono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente:

  • la pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31/12/1994;
  • la pensione di pensione di vecchiaia.
  • La pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo,
  • la pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
  • la pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni. Ai fini dei 40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi

Importante

Sono soggetti ad alcune limitazioni dei redditi coloro che percepiscono:

  • l’ assegno di invalidità
  • la pensione di invalidità
  • la pensione di reversibilità
  • la pensione anticipata ai precoci
  • la pensione ottenuta con l’opzione Quota 100 (fino al raggiungimento dell’età pensionabile)
  • l’Ape sociale
  • la pensione ai superstiti (di reversibilità o indiretta)

 Sono totalmente incumulabili:

  • le pensioni di inabilità

 LAVORO – PENSIONE DI INABILITÀ

La pensione di inabilità è incompatibile:

  • con qualsiasi attività lavorativa sia dipendente sia autonoma svolta in Italia o all’estero
  • con l’iscrizione negli elenchi anagrafici degli operai agricoli
  • con l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori autonomi o in albi professionali con i trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e con ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione

LAVORO – ASSEGNO DI INVALIDITA’

I titolari di assegno di invalidità la legge possono continuare a lavorare ma  sono soggetti a delle limitazioni di tipo reddituale.La norma prevede infatti un doppio taglio dell’assegno laddove il reddito complessivo superi alcune soglie:

ANNO 2021                           1° TAGLIO: cumulo degli assegni di invalidità con i redditi del beneficiario
LIMITI DI REDDITO            euro: % DI RIDUZIONE
Reddito fino a 4 volte il Trattamento Minimo fino a 26.810,16 Nessuna trattenuta
Reddito superiore a 4 volte il Trattamento Minimo da € 26.810,16 fino a € 33.512,70 25% dell’assegno
Reddito superiore a 5 volte il Trattamento Minimo Oltre € 33.512,70 50% dell’assegno

Se nonostante queste due trattenute l’assegno previdenziale resta comunque superiore alla pensione minima INPS si applica il 2° TAGLIO:

ANNO 2021                              2° TAGLIO: cumulo degli assegni di invalidità con i redditi del beneficiario
Una ulteriore trattenuta per coloro che hanno anzianità contributiva inferiore ai 40 anni, pari al:

·         50% della quota eccedente il trattamento minimo (per i lavoratori dipendenti)

·         30%   quota eccedente il trattamento minimo (per i lavoratori autonomi). Tale quota non può comunque essere superiore al 30% del reddito prodotto per il lavoro autonomo

 Importante:

  • nessuna trattenuta per chi ha più di 40 anni di contributi.
  • in caso di trasformazione dell’assegno in pensione di vecchiaia la pensione è cumulabile con i redditi da lavoro
  • il taglio non scatta se il reddito conseguito è inferiore al trattamento minimo INPS, se il lavoratore è impiegato con contratti a termine di durata non superiore ai 50 giorni nell’arco dell’anno solare o nel caso in cui il reddito derivi da attività socialmente utili svolte dagli anziani nell’ambito di appositi progetti di reinserimento.

LAVORO – PENSIONE DI REVERSIBILITA’Anche per la pensione di reversibilità la cumulabilità tra l’assegno pensionistico ed eventuali redditi da lavoro è possibile, ma solo parzialmente in quanto sono previsti dei vincoli reddituali, che prevedono 3 tipologie di decurtazioni  equivalenti al 25% – 40% – 50%

ANNO 2021                   CUMULO della pensione ai superstiti  con i redditi da lavoro del beneficiario
LIMITI DI REDDITO            euro: PERCENTUALE DI RIDUZIONE
Reddito fino a 3 volte il Trattamento Minimo             ( 20.107,62) Nessuna trattenuta
Reddito superiore a 3 volte il Trattamento Minimo  (oltre 20.107,62 fino 26.810,16) 25% della pensione
Reddito superiore a 4 volte il Trattamento Minimo  (oltre 26.810,16 fino 33.512,70 ) 40% della pensione
Reddito superiore a 5 volte il Trattamento minimo  (oltre 33.512,70 ) 50% della pensione

Importante:

  • La riduzione non si applica nel caso in cui più persone siano contitolari della pensione di reversibilità all’interno dello stesso nucleo familiare e, tra loro, risultino anche minori, studenti entro i limiti di età previsti dalle legge  o inabili anche se maggiorenni. nel momento in cui il figlio dopo il completamento degli studi, perde il diritto a pensione, il genitore è soggetto alla riduzione se il suo reddito supera i tetti di legge.

REDDITI DA DICHIARARE:

I redditi devono essere dichiarati secondo i seguenti criteri:

  • quelli da lavoro autonomo: devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali;
  • quelli derivanti da attività di impresa: devono essere dichiarati al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.

 LE TRATTENUTE

La trattenuta è effettuata nei casi previsti:

  • sulla retribuzione, a cura del datore di lavoro dopo che il pensionato gli avrà comunicato l’importo stabilito dall’INPS, se il pensionato presta attività lavorativa subordinata;
  • sugli arretrati di pensione, dall’Ente previdenziale, in caso di tardiva liquidazione della prestazione, se il pensionato presta attività lavorativa subordinata;
  • sulla pensione, dall’Ente previdenziale, se il pensionato è in possesso di redditi da lavoro autonomo.

Può essere:

  • giornaliera, da effettuare sulla retribuzione per reddito da lavoro dipendente;
  • mensile, da effettuare sulla pensione in relazione ai redditi da lavoro autonomo.

LAVORO – PENSIONE CON QUOTA 100 (62 anni di età + 38 anni di contributi)

Per questa tipologia di pensione la percezione di eventuali redditi da lavoro comporta la sospensione del trattamento pensionistico fino al raggiungimento del requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia ( nel 2021:  67 anni) Quindi, alla maturazione dell’età anagrafica richiesta per l’accesso alla pensione di vecchiaia, il divieto decade e subentrano le regole normalmente previste a favore della totale cumulabilità dei redditi da lavoro con la pensione.

Importante:

la legge prevede la cumulabilità solamente per redditi da lavoro occasionale che non superino complessivamente i  5.000 euro lordi l’anno.  

LAVORO –  APE SOCIALE

  • contribuenti che beneficiano dell’Ape sociale potranno riprendere a lavorare alle seguenti condizioni:

– nel caso di lavoro dipendente o parasubordinato  non deve essere superato un reddito annuo di€  8.000,00

– nel caso di lavoro autonomo non deve essere superato un reddito annuo di € 4.000,00

Importate:

 Nel caso venissero superati questi redditi si perderebbe la prestazione.

  • I contribuenti che hanno aderito all’Ape volontario potranno continuare a lavorare in quanto questa prestazione è pienamente compatibile con l’attività lavorativa, subordinata o autonoma.

 LA PRESENTAZIONE DELLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DA LAVORO AUTONOMO

titolari di assegno di invalidità o pensioni di invalidità diversi dalla pensione di inabilità (tale prestazione è, infatti, incumulabile con redditi da lavoro)con meno di 40 anni di contributi e con decorrenza successiva al 31/12/1994che svolgono attività di lavoro autonomo sono tenuti a produrre all’Ente erogatore della pensione(entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’ IRPEF):

  • una dichiarazione definitiva attestante i redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente
  • una dichiarazione “a preventivo” sui redditi che saranno complessivamente percepiti nell’anno in corso

– Devono presentare la dichiarazione reddituale a consuntivo anche i pensionati per i quali la situazionereddituale dichiarata a preventivo non abbia avuto variazioni.
-Devono presentare la dichiarazione reddituale a preventivo anche i pensionati per i quali la situazionereddituale dell’anno in corso non è variata rispetto a quella dichiarata a consuntivo per l’anno precedente.

PENSIONE, LAVORO e CONTRIBUTI

I pensionati che continuano a lavorare devono comunque versare i contributi all’INPS per la loro attività lavorativa e  i contributi versati, dopo qualche anno, potranno anche incrementare la pensione spettante.

I modelli ICRIC, ICLAV, ACC.AS/PS sono dichiarazioni di responsabilità  rese annualmente dalle persone con invalidità parziale o totale e dai titolari di pensione o assegno sociale, per la verifica dei requisiti e delle condizioni soggettive che determinano il diritto a particolari prestazioni assistenziali erogate dall’Inps.Le dichiarazioni sono diverse a seconda del tipo di provvidenza economica di cui si è titolari.
CHI DEVE PRESENTARE I MODELLI

 

modello RED

 

I titolari di pensioni di invalidità civile, sordità, cecità e indennità di frequenza sono tenuti a dichiarare i redditi posseduti

 

modello ICRIC IF

 

Gli invalidi civili minorenni, titolari di indennità di frequenza, invece sono tenuti ad effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa alla sussistenza o meno di uno stato di ricovero incompatibile con la prestazione e alla loro frequenza scolastica

 

 

modello ICLAV

(Invalidità Civile LAVoro).

Gli invalidi civili parziali di età compresa tra il i 18 e i 65 anni, titolari di assegno mensile assistenziale sono tenuti a dichiarare la permanenza del requisito di mancata prestazione di attività lavorativa o l’eventuale reddito prodotto negli anni interessati.

 

 

modello ACCAS/PS

(ACCertamento

Assegno Sociale / Pensione Sociale)

 

 

I titolari di assegno o pensione sociale sono tenuti a dichiarare la permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia e i soli titolari di assegno sociale anche la sussistenza dello stato di ricovero o meno in istituto

 

ex modello ICRIC

(Invalidità Civile RICovero)

 

Per gli invalidi civili, titolari di indennità di accompagnamento verrà notificata direttamente dalle Aziende Sanitarie Locali la sussistenza o meno di uno stato di ricovero in istituto e, se a titolo gratuito, sarà da esse certificato anche l’eventuale periodo di ricovero.

Pertanto per tali utenti non è più prevista alcuna dichiarazione.

 

Importante:

In caso di disabilità intellettiva o psichica non va resa alcuna dichiarazione ma deve essere presentato al CAF il certificato medico recante l’indicazione della patologia.

Titolari INVALIDI CIVILI Modelli di dichiarazione
Invalidi civili
Minori titolari di indennità di frequenza Modello RED

Modello ICRIC FREQUENZA

Titolari di sola indennità di accompagnamento Nessuna dichiarazione
Titolari di sola pensione (invalidi 100%) Modello RED
Titolari di pensione e indennità di accompagnamento Modello RED
Titolari assegno mensile di assistenza (invalidi parziali) Modello RED

Modello ICLAV

Over65 titolari di pensione sociale/Assegno Sociale Modello RED

Modello ACC.AS/PS

Ciechi civili
Titolari di sola indennità di accompagnamento (parziali o assoluti) Nessuna dichiarazione
Titolari di pensione e indennità di accompagnamento (parziali o assoluti) Modello RED
Sordi
Titolari di sola indennità di comunicazione Nessuna dichiarazione
Titolari di pensione e di indennità di comunicazione Modello RED

IL MODELLO RED

COS’E’

Il modello RED è una dichiarazione che deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni collegate al reddito in modo da consentire all’Inps e agli altri istituti previdenziali la verifica del diritto del pensionato ad usufruire di tali prestazioni e l’importo delle stesse. 

A CHI E’ RIVOLTOL’invio del modello RED è obbligatorio per  i titolari di:

  • assegno sociale o pensione sociale
  • le prestazioni per invalidità civile
  • pensioni maggiorate da agevolazioni (l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, quattordicesima, i trattamenti di famiglia, l’incumulabilità della pensione ai superstiti)

 CHI DEVE PRESENTARLO

-Fino al 2009 l’Istituto inviava ai pensionati i modelli reddituali con la richiesta dei redditi percepiti l’anno precedente che dovevano essere comunicati on-line tramite i Caf.

-Dal 2010 l’Istituto si collega direttamente all’Ufficio delle Entrate e rileva autonomamente i redditi dichiarati da pensionati interessati.

Quindi sostanzialmente sono  tenuti alla presentazione del modello RED:

  • i pensionati che non hanno redditi (propri e, in caso, dei familiari) ulteriori rispetto a quello da pensione, se la loro situazione reddituale si è modificata rispetto a quella che era stata dichiarata l’anno precedentecoloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e che sono in possesso di redditi ulteriori rispetto a quelli da pensione (come ad esempio il reddito da abitazione principale
  • i familiari dei pensionati che a loro volta non fanno la dichiarazione dei redditi per i quali è necessario indicare il reddito (anche quello esente secondo la tipologia del modello reddituale).
  • titolari pensioni estere se non dichiarate nel mod. 730
  • Per i titolari di invalidità civile deve essere comunicato anche l’eventuale ricovero presso strutte di lunga degenza o riabilitative o altro senza retta a carico del pensionato o se il pensionato si è   assentato       dall’Italia per un periodo superiore a 20 giorni.

 CHI E’ ESONERATO

Non devono presentare la dichiarazione reddituale i pensionati residenti in Italia per i quali l’INPS può ottenere le informazioni dall’Agenzia delleEntrate o altre Pubbliche Amministrazioni

Si tratta, ad esempio, dei casi in cui il pensionato:

  • ha già dichiarato nel 730 o ex UNICO tutti i redditi (propri e/o dei familiari) rilevanti;
  • dispone solo redditi da pensione (propri e/o dei familiari);
  • non si presentano variazioni reddituali.

QUALI SANZIONI PER CHI NON PRESENTA IL modello RED?

  • Se chi è tenuto a presentare il modello RED non vi provvede:
  •  l’Inps sospende le prestazioni collegate al reddito per 60 giorni;
  • se il pensionato non ottempera neanche nei 60 giorni successivi provvedendo a una dichiarazione tardiva, le prestazioni sono revocate in via definitiva con recupero delle somme erogate nel corso dell’anno di riferimento della dichiarazione omessa.

Ad esempio, per chi non ha presentato il modello RED entro il 31 marzo 2020, la prestazione sarà sospesa a partire dal 1° gennaio 2021. Entro il 1° marzo 2021, tuttavia, ci si potrà ravvedere presentando la dichiarazione tardivamente per evitare la revoca. In tal caso la prestazione inizierà nuovamente ad essere posta in pagamento.  

 PRESENTAZIONE DOMANDA

Il CAF ACLI svolge gratuitamente il servizio di compilazione e invio telematico all’Inps dei modelli RED

ASSEGNO al NUCLEO FAMILIARE (ANF) sulla pensione

 A CHI SPETTA

E’ una prestazione a sostegno del reddito delle famiglie dei titolari di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei Fondi speciali di previdenza, dell’Enpals nel caso in cui il reddito complessivo familiare sia al di sotto delle fasce stabilite ogni anno dalla legge.

Il titolare di pensione ai superstiti può chiedere l’ANF anche solo per se stesso, purché inabile oppure orfano minore. 

IL CALCOLO DELL’ASSEGNO

  • L’importo dell’assegno è calcolato in base alla tipologia del nucleo familiare, al numero dei suoi componenti e all’importo del reddito complessivo prodotto nell’anno solare precedente al periodo cui si riferisce la domanda.
  • Per avere diritto alla prestazione,il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere inoltre composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente o assimilato.
  • Per la determinazione dell’importo dell’Assegno del Nucleo Familiare, vengono in particolare prese a riferimento le tabelle che l’INPS rilascia annualmente e la cui validità decorre dall’1 luglio di ogni anno fino al 30 giugno dell’anno successivo.

L’assegno spetta in misura diversa in relazione al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare. 

NUCLEO FAMILIARE

Si potrà presentare domanda di assegno quando il nucleo familiare è composto da:

  • il titolare della pensione;
  • il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di nuclei numerosi, cioè nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Importante: gli ANF sono riconosciuti anche nel caso di un nucleo familiare composto da un solo componente (ma solo se questo è titolare di pensione ai superstiti, orfano o coniuge).

REDDITI

il reddito da considerare  è quello di tutte le persone che compongono ilnucleo familiare e sono i seguenti:

  • redditi complessivi assoggettati all’ Irpef (redditi da lavoro dipendente, autonomo o professionale, redditi d’impresa, redditi da terreni e fabbricati. Sono esclusi i redditi da Tfr o da anticipazioni);
  • compensi soggetti a tassazione separata;
  • rendita dell’abitazione principale;
  • assegni alimentari corrisposti dal coniuge separato o divorziato, con esclusione della quota per i figli;
  • redditi prodotti all’estero, comprese le pensioni liquidate da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta d’imposta alla fonte o a imposta sostitutiva.

Non vanno dichiarati i seguenti redditi:

le rendite vitalizie Inail, le pensioni di guerra, le pensioni tabellari, le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità, le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali, i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui TFR, le indennità di trasferta, l’indennizzo per  danni da vaccinazione, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli. 

DOMANDA

  • La domanda per l’assegno al nucleo familiare può essere presentata con la medesima domanda di pensione, oppure successivamente, tramite presentazione di domanda di ricostituzione della pensione.
  • Qualora la domanda sia presentata dopo l’insorgenza del diritto, gli arretrati spettanti sono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).
  • Le variazioni (matrimoni, separazioni, decessi, ecc..) dei componenti del nucleo familiare e dei redditi (cessazione del rapporto di lavoro, pensionamento, ecc.) devono essere comunicate entro 30 giorni allegando, se necessario, nuovi modelli reddituali.

Importante: Il diritto a percepire l’ANF si prescrive nel termine di 5 anni.

PAGAMENTO

Il pagamento è effettuato insieme alla rata di pensione.

QUOTE DI MAGGIORAZIONE (Assegni Familiari) sulla pensione

 CHE COSA SONO

Gli assegni familiari o quote di maggior

azione per carichi di famiglia consistono in un contributo per ogni familiare a carico e spettano ai titolari di pensione a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

 BENEFICIARI

Sono considerati familiari a carico i seguenti soggetti:

  • Coniuge non separato
  • Coniuge separato purché a carico del lavoratore titolare di pensione appartenente alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi
  • Figli o equiparati anche se non conviventi:
  • di età inferiore a 18 anni
  • apprendisti (fino a 21 anni)
  • studenti di scuola media (fino a 21 anni);
  • studenti universitari (fino a 26 anni e nel limite del corso legale di laurea);
  • Figli inabili al lavoro (senza limiti di età)
  • fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati.

REDDITO

  • I redditi dei familiari a carico sono quelli assoggettabili all’IRPEF.
  • Sono esclusi i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva

Importante:

una volta verificata la vivenza a carico, per il riconoscimento delle prestazioni occorre rispettare determinati limiti di reddito soggetti a rivalutazione annuale ( le tabelle sono consultabili online o presso il Patronato Acli)

IMPORTO MENSILE

  • Ai fini del calcolo dell’importo della prestazione occorre guardare al numero dei componenti il nucleo familiare e al reddito percepito da ognuno. Più precisamente, gli assegni in questione sono destinati ad ogni familiare a cariconon economicamente autosufficiente oppure con un reddito mensile inferiore ad un limite previsto dalle legge.
  • Per beneficiare degli assegni familiari è necessario avere un reddito non superiore all’importo fissato annualmente dall’Inps. In particolare, nel 2020 i limiti di reddito (mensili) sono 725,39 euro per il coniuge, un genitore e il figlio (o figura equiparata) e 1.269,43 euro per due genitori (e figure equiparate).

Gli importi mensili sono pari a:

  • € 10,21 mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali degli artigiani e commercianti per il coniuge e i figli ed equiparati
  • € 8,18 mensili spettanti ai pensionati coltivatori diretti, coloni, mezzadri per i figli ed equiparati.

Importante:

Accertati i requisiti, gli assegni verranno corrisposti per ciascun familiare a carico. Una volta che si supera la prima fascia di reddito indicata dalla circolare dell’Inps, l’importo degli assegni familiari si riduce; superata la seconda fascia cessa del tutto l’erogazione del contributo

 REDDITO

Il reddito del nucleo familiare è costituito dalla somma dei redditi (5) del richiedente l’assegno e dei familiari che concorrono alla composizione del nucleo. Il reddito da prendere in considerazione è quello conseguito nell’anno precedente al periodo di validità della domanda presentata, ad esempio per il periodo dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2012 devono essere dichiarati i redditi dell’anno 2010; per il periodo dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2013 dovranno considerarsi i redditi dell’anno 2011.        

 

BREVE GUIDA riepilogativa

 

Passo 1

 

 

Controlla l’importo della tua pensione e le voci che la compongono

 

 

Passo2

 

 

Verifica se hai diritto alla pensione supplementare o al supplemento di pensione

 

 

Passo 3

 

 

Verifica se hai diritto a trattamenti integrativi della pensione

 

 

Passo 4

 

 

Se benefici già di una prestazione collegata al reddito, ricordati di dichiarare all’INPS ogni anno i redditi rilevanti con il servizio online Dichiarazione reddituale – RED tramite il Caf Acli

 

 

Passo 5

 

 

Controlla se fruisci delle detrazioni fiscali e se hai diritto ai trattamenti di famiglia

 

 

Passo 6

 

 

Se sei residente all’estero, controlla se puoi richiedere l’applicazione delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale

 

 

Passo 7

 

La FAP Acli di Ancona ha avviato in favore dei propri soci, presso la sede del
Patronato ACLI, lo Sportello del Pensionato cui potrai accedere con priorità rispetto ad altri utenti ottenendo appuntamenti veloci e ricevendo assistenza gratuita                

 

Passo 8

 

Il Patronato ACLI offre ai soci FAP ACLI assistenza gratuita nella verifica del diritto alle prestazioni,  nella compilazione  e  nella trasmissione delle domande ai vari Istituti.

 

SIAMO SEMPRE AL TUO FIANCO

 

FAP ACLI

E’  il Sindacato delle ACLI nato per  promuovere  ed organizzare la rappresentanza sindacale degli anziani e dei pensionati nonché la tutela dei loro diritti  in campo previdenziale, assistenziale e socio-sanitario.

Promuove incontri tematici (malattie neurodegenerative, diabete, l’assistenza familiare,l’alimentazione,il ben-essere) rivolti agli anziani e alle loro famiglie e tenuti da  esperti, specialisti e/ operatori sociali.

 

 

 

Le sedi sono le stesse del Patronato ACLI

 

ANCONA – Sede provinciale    – Corso Amendola 14        

tel. 071/2070939-071/2070942 e-mail: ancona@fap.acli.it

 

Camerano  – Piazza Roma 46                       tel. 071/95353

Jesi              – Via S. Giuseppe 32                  tel. 0731/711944

Loreto        –  Via Hermes 1                           tel. 071/9732424

Osimo         – Piazza Duomo 7                       tel. 071/7132347

Senigallia    – Via Capanna 68/I                    tel. 071/7930805

 

 

ACLI

Le Acli sono una Associazione di promozione sociale sempre in prima linea e sensibili alle tematiche sociali.

Attraverso una rete diffusa di circoli, servizi, imprese, progetti e associazioni specifiche contribuisce da più di 70 anni a tessere legami nella società, favorendo forme di partecipazione e democrazia.

 

 

 

ANCONA – sede provinciale  –  Via Montebello 69              

tel. 071/203067 e-mail: ancona@acli.it

 

 

Le ACLI sono presenti nella provincia di Ancona con:

n°          54 circoli

n°      6297 soci

 

 

 

 

 

PATRONATO Acli

E’ il Patronato delle ACLI che fornisce attività di consulenza, preparazione, inoltro e tutela di tutte le pratiche di previdenza e assistenza  nei confronti di INPS, INPS ex INPDAP, INAIL, ASUR e le Casse dei Liberi Professionisti:

pensioni, ricostituzioni, supplementi, invalidità, verifiche contributive, maternità, disoccupazioni, ANF, infortuni, malattie professionali…..

 

 

 

ANCONA – Sede provinciale    – Corso Amendola 14        

tel. 071/2070939-071/2070942 e-mail: ancona@patronato.acli.it

 

Camerano  – Piazza Roma 46                     tel. 071/95353

Jesi              – Via S. Giuseppe 32                tel. 0731/711944

Loreto        –  Via Hermes 1                         tel. 071/9732424

Osimo         – Piazza Duomo 7                     tel. 071/7132347

Senigallia    – Via Capanna 68/I                  tel. 071/7930805

 

 MONDO COLF
 

Mondo Colf è un servizio nato dalla collaborazione tra il Patronato ACLI e le Acli-Colf ed offre assistenza completa, informazione, consulenza e tutela ai datori di lavoro domestico, alle collaboratrici e assistenti familiari nella gestione del rapporto di lavoro domestico:

 

Stesse sedi del PATRONATO ACLI

 

 

Sportello incontra lavoro domestico

 

 

Servizio Intermediazione tra domanda e offerta lavoro di cura

 

Lo Sportello incontra Lavoro domestico si occupa di fornire un servizio di intermediazione in ambito lavorativo, creando un contatto tra le famiglie che offrono lavoro domestico o di assistenza e persone interessate a svolgere questo tipo di lavoro. 

 

Ancona    – Corso Amendola 14    tel. 071/2070939-2070942

Sede di Senigallia –  Via Capanna 68/I          tel. 071/7930805

Sede di Jesi             – Via S. Giuseppe 32       tel. 0731/711944

 

SPORTELLO LAVORO  

Lo Sportello Lavoro è un servizio di informazione e orientamento, consulenza e tutela, sulle questioni riguardanti il lavoro:

consulenza sul contratto di lavoro, controllo buste paga, calcolo e richiesta anticipazioni TFR, assistenza recupero crediti di lavoro, controversie….

 

Ancona   – Corso Amendola 14    tel. 071/2070939-2070942

 

 

Sportello Immigrati

 

Lo Sportello Immigrati è un servizio di informazione, assistenza e orientamento rivolto ai cittadini stranieri su ogni aspetto legato alla loro permanenza nel nostro Paese. Lo Sportello offre informazioni e assistenza nella gestione delle pratiche per: permesso di soggiorno e rinnovo, ricongiungimento familiare, decreto flussi e regolarizzazioni, cittadinanza

 

Ancona    – Corso Amendola 14    tel. 071/2070939-2070942

Sede di Senigallia  –  Via Capanna 68/I        tel. 071/7930805

Sede di Jesi             –  Via S. Giuseppe 32      tel. 0731/711944

 

 

CAF ACLI

E’ il Centro di Assistenza Fiscale delle Acli ed opera sul territorio provinciale tramite la propria società ACLI Service Ancona srl.

Elabora: mod. 730,  ex UNICO, IMU, TASI, ISEE, RED, successioni, contratti di affitto, contabilità, bonus …

 

 

 

ANCONA – sede provinciale  –  Via Montebello 69              

tel. 071/2072482 e-mail: ancona@acli.it

 

Camerano      –  Piazza Roma 46                  tel. 071/95353

Falconara M. –  Via Foscolo 8                      tel. 071/2072482

Jesi                   – Via S. Giuseppe 32             tel. 0731/2072482

Loreto              – Via Hermes 1                      tel. 071/9732424

Osimo              – Piazza Duomo 7                  tel. 071/2072482

Senigallia        – Via Capanna 68/I                tel. 071/659454

 

 

LEGA CONSUMATORI del CONERO

 

 

La Lega Consumatori del Conero, fornisce consulenza in materia di diritti dei consumatori. Tutela nelle controversie con le compagnie telefoniche, con i servizi acqua, luce e gas, canone Rai, viaggi, banche e società finanziarie, compagnie assicurative, multe e cartelle esattoriali, contratti d’acquisto di beni, questioni condominiali…

Valuta possibili soluzioni attraverso la redazione di reclami e/o l’attivazione di procedure di conciliazione o giudiziarie.

 

Ancona    – Corso Amendola 14    tel. 071/2070939-2070942

 

PUNTO FAMIGLIA  

Il Punto Famiglia è’ un servizio attivato dalle Acli di Ancona a sostegno della famiglia che si propone come luogo di ascolto, informazione e sostegno delle problematiche offrendo  una valida consulenza e aiuto nel disbrigo delle varie pratiche.

 

Sede di Ancona Via Montebello 69               tel. 071/203067

 

US ACLI  

L’Unione Sportiva Acli, riconosciuta dal Coni, sostiene, sviluppa e organizza attività motorie, ludiche e sportive rivolte a soggetti di ogni età e di ogni condizione

 

Sede di Ancona Via Montebello 69               tel. 071/203067

CTA CENTRO TURISTICO ACLI  

Il  CTA è un’ Associazione riconosciuta dal Dipartimento del Turismo quale Associazione di promozione del turismo sociale.

 

Sede di Ancona Via Montebello 69               tel. 071/203067

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Condividi sui tuoi social network preferiti!

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con *

Accetto la Privacy Policy